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[DIY] Creare un convertitore USB OTG

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Sottotitolo come ustionarsi un dito pensando all’USB Host.

Dopo aver letto questa guida e questa guida ho deciso di creare da solo un cavo USB OTG per poter collegare ai cellulari (che supportano l’USB Host) pennette usb, mouse o tastiere.

Quello che ho usato è:

  • Un connettore maschio Micro USB di tipo B (quello che entra nel cellulare), meglio se attaccato al cavo.
  • Un connettore femmina USB di tipo A.
  • Uno stagnatore con stagno e tutto quello che vi fa comodo per stagnare.
  • Un taglierino o delle forbici.
  • Un tester o multimetro per controllare il lavoro eseguito.
  • Colla a caldo o sillicone o nastro isolante o quello che volete per richiudere.

La differenza fra USB standard e USB OTG è semplice: il primo utilizza solo 4 dei 5 pin del connettore micro USB, il secondo ha cortocircuitato il 4° pin (del micro USB) con il Ground (5° pin) come si può vedere dalle due immagini qui sotto. Quello che dobbiamo fare è aprire il connettore, saldare il 4° pin con il 5°, collegare tutti i cavi alla femmina USB ed il nostro connettore OTG è pronto.

USB Standard

USB OTG

Per prima cosa, con il taglierino ho tagliato lungo la metà del connettore e l’ho aperto liberando i contatti dall’involucro nero. Se estraete il connettore ed il cavo dall’involucro correttamente troverete questi 4 cavi:

  • Rosso: V BUS
  • Bianco: D-
  • Verde: D+
  • Nero: Ground

Secondo le tabelle di Wikipedia i colori dovrebbero essere standard. Se come me avete tirato troppo il cavo e non vi è rimasto in mano altro che un connettore con un sacco di cavi pelati dal loro involucro non disperatevi, potete utilizzare il seguente schema per saldare dei nuovi cavi:

Retro del micro USB tipo B

Ottenuto il pelato di connettore, ho saldato i cavi come mostrato nello schema superiore, collegando il 4° pin al 5°.

Micro USB con ponte 4°-5° pin

Lasciate perdere la qualità delle mie saldature, era la prima volta che mi cimentavo in una stagnatura e sono riuscito a bruciarmi un dito toccando lo stagnatore. Con il multimetro ho controllato che i pin non facciano contatto tra loro.

A questo punto ho stagnato la femmina USB dall’altra parte dei cavi usando lo schema di Wikipedia per collegare correttamente i cavi.

Collegamento al connettore femmina

Qui i pin sono più separati rispetto quello precedente, quindi è più facile stagnare senza collegarne due assieme. Per scrupolo ho controllato lo stesso i collegamenti con il multimetro, sia fra pin dello stesso connettore che fra pin di connettori diversi, l’importante era che suonasse solamente quando doveva suonare.

Per terminare ho riutilizzato l’involucro da cui ho ricavato la femmina usb per rivestire il mio nuovo cavo OTG. Per chiudere ho utilizzato la colla a caldo anche se devo dire che non ho fatto proprio un lavoro perfetto.

Quando si dice l'elegantia

Un mese da troglodita

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Circa un mese fa ho rotto il mio MacBook Pro. Per rispondere a mia madre ho appoggiato il laptop sul bracciolo del divano, mi sono girato due secondi, quanti bastavano perchè il computer scivolasse sul tavolino posto 10 cm più in basso. I 10 cm più odiati della mia vita, perchè pur non essendo un grosso balzo sono stati sufficienti a freezare il sistema operativo.

Constata l’assenza di segnali vitali ho provveduto alla rianimazione, ma al riavvio appare una cartella lampeggiante con un punto interrogativo sopra.

La prima cosa che ho provato a fare è stata avviare il pc con il dvd di ripristino per provare a riparare eventuali errori sull’HD, ma l’operazione non riesce. A quel punto mi decido ad inizializzare il disco, ma ancora niente. Ultimo tentativo cambiare HD, ma nemmeno questo serve.

Colto dal panico mi metto a cercare su Google cosa volesse significare quella cartella lampeggiante, e dopo un paio di ricerche scopro anche che non sono stato l’unico ad avere questo problema e che era dovuto ad un cavo SATA diffettoso.

Il cavo in questione

Trovato su ebay il pezzo di ricambio ho dovuto aspettare circa un mese perchè arrivasse dall’Hong Kong. Oggi finalmente ho potuto sostituirlo senza troppi problemi e dopo circa 2 ore di installazioni varie sono tornato attivo, circa perchè ho peso tutti i dati dell’HD, ma pazienza.

Giusto per dare qualche informazione in più:

  •  Un’asta simile su ebay. Per trovarlo ho cercato “A1278 HDD cable” dove A1278 è il codice del modello di MacBook Pro del 2009
  • Siccome non ho fatto foto alla sostituzione, vi agevolo una guida su iFixit.

Per la cronaca nell’ultima settimana ho rotto definitivamente anche il Milestone, ma di questo ve ne parlerò in un’altra occasione.

[DIY] Sostituire la tastiera del Milestone

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Per chi non lo sapesse, il Milestone è uscito nel mercato con due differenti versioni della tastiera: una piatta ed una con i tasti leggermente bombati. Su internet si dice che chi possiede la tastiera bombata ha anche un cellulare con più problemi rispetto l’altro modello. Io non voglio credere a questa leggenda, e quindi considero il fatto di aver la tastiera bombata e di aver avuto problemi con il telefono una pura coincidenza.

Le due tastiere a confronto

La mia tastiera ha iniziato con qualche scricchiolio, ha proseguito con una specie di cedimento verso l’interno della scocca ed ha concluso con il sollevamento/distaccamento di alcuni tasti.

Visto che ormail il mio telefono è stato smontato e rimontato più e più volte, ho comprato su ebay la tastiera, piatta, sostitutiva (Per chi fosse interessato questa è l’inserzione). Ho dovuto solamente spendere circa 10€ ed aspettare quasi un mese per poterla sostituire, ma il risultato finale è stato molto soddisfacente.

Non sto qui a spiegare passo a passo come ho fatto per sostituirla, mi basta dire che vista la mia ormai consuetudine nell’aprire il Milestone ho optato per il completo smontaggio del telefono per sostituire con più precisione la tastiera. Per chi volesse cimentarsi nell’operazione vi consiglio di dare un’occhiata alle guide di iFixit.com e a questa guida che ho trovato a lavoro ormai terminato. Le guide iFixit non spiegano come cambiare tastiera, ma sono utili per chi volesse aprire il telefono, la seconda guida invece spiega come cambiare tastiera senza aprire il telefono. Personalmente credo che il secondo metodo, pur essendo più semplice, non permetta di realizzare un lavoro preciso.

Ultima osservazione quando sollevate la tastiera fate attenzione di staccare solo i tasti, lasciate la parte rosa attaccata al telefono. Quest’ultima oltre a contenere i contatti dei tasti, serve anche ad illuminare le lettere della vostra nuova tastiera.

Risultato finito

Come potete vedere da questa foto sfuocata la vecchia tastiera priva del tasto E non regge il confronto con la nuova e scintillante tastiera piatta. Risultato: niente scricchiolii e un leggero miglioramento nel “confort di scrittura”.

[DIY?] Ghost screen Milestone

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Il mio telefono mi ha appiedato. Qualche settimana fa mi accorgo scrivendo un messaggio che improvvisamente le lettere centrali della tastiera touch non venivano digitate, presto mi sono reso conto che tutto il settore centrale del monitor non funzionava. Non solo non funzionava, ma ogni tanto impartiva da solo dei comandi. Dopo una piccola googlata scopro che questo problema non solo era noto ai più, ma aveva un nome: ghost screen. Per rendere l’idea ecco un esempio:

 Di cosa si tratta.

Il problema è dovuto alla pessima progettazione del cellulare. Con il tempo e l’usura un cavo flat che collega il monitor al corpo del telefono perde il proprio isolamento a causa dello strofinamento che si viene a creare quando si apre la tastiera. Una volta perso l’isolamento, l’umidità presente nell’aria che si appiccica al cavo, genera dei contati che danno vita ai comandi non voluti che si vedono nel video.

Un esempio del cavo rovinato

Piccola analisi personale: in questo caso la motorola ha cannato completamente la progettazione inserendo un cavo in uno spazio alquanto angusto con il risultato che ad ogni apertura esso si strofina in maniera scomposta.

Come si risolve.

Se siete ancora in garanzia mandatelo a riparare, e sperate che non vi cambino l’LCD perchè sarebbe inutile e non risolverebbe il problema. Ho addirittura letto che alcuni centri non avevano nemmeno il pezzo per ripararlo.
Per risolvere questo problema da soli invece ci sono tre metodi più o meno validi.

Il primo assolutamente il meno valido, risolve temporaneamente il problema e non è detto che funzioni, ma è il meno invasivo. In pratica c’è chi dice di aver risolto semplicemente togliendo batteria, sd e scheda telefonica; mettendo successivamente il telefono in frizer per qualche tempo in modo da condensare l’umidità e per finire esponendo il cellulare ad una fonte di calore (che può essere un forno, un asciugacapelli o semplicemente il sole) in modo che le particelle addensate evaporino. Come è facilmente intuibile questo metodo non risolve il problema, ma lo postpone ad un altro momento. Prima o poi l’umidità colpirà ancora.

Il secondo metodo sembra più valido del precedente. Secondo quanto consigliato su questo forum, “basta” aprire il cellulare, raggiungere il cavo rovinato ed applicare uno strato di isolante (che può anche essere una vernice). L’apertura del telefono non è delle più semplici, e consiglio di dare un’occhiata a queste istruzioni trovate su iFixit.com che spiegano come sostituire l’LCD e portano più o meno a dove dobbiamo arrivare per operare sul flat. Prima di iniziare assicuratevi di avere un cacciavite Torx T5 ed un cacciavite Philips #00 altrimenti lasciate perdere. Attenzione, non è detto che questo metodo funzioni: nel mio caso il cavo era talmente rovinato che pur isolandolo nuovamente, il problema persisteva. Ho dovuto quindi usare un terzo metodo.

Il terzo metodo tuttora non sperimentato consiste nel sostituire il cavo danneggiato. Il problema putroppo è che non si trova facilmente il cavo. Le ricerce “milestone flat cable” o simili non mi hanno dato alcun risultato utile. Ormai quasi scoraggiato stavo quasi per comprare un milestone rotto per prendere il pezzo, quando quasi per culo ho provato a cercare “motorola A855″ che è il codice del Droid, la versione americana del Milestone, e sono riuscito a trovare alcuni pezzi di ricambio. Accurando la query di ricerca a “flex cable motorola A855” sono riuscito a trovare questa inserzione. Dall’immagine sembra il cavo di cui ho bisogno, per ora l’ho ordinato e sto aspettando che arrivi da Hong Kong. Fra un mesetto avrete notizie del mio problema e saprete se il cavo era quello giusto.

Nel frattempo già che ci sono guardo qua e la qualche asta per il Samsung Galaxy S2. Sempre ricordandomi del mio promemoria.

Robe da Nerd

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Ieri son riuscito finalmente a fare una partita con il Risiko! Challenge che mi è stato regalato sei mesi fa.

Contenuto della confezione Risiko! Challenge

Questa versione rilasciata nel 2010 contiene: manuale, piano di gioco con atlante politico, 5 armate di colori diverse contenute in simpatiche scatolette metalliche, 3 dadi per ogni armata colorati allo stesso modo, carte obiettivi, carte territori, carte per la variante King Maker e due vaschette vellutate dove tirare i dadi ogni combattimento.

Giocando ho scoperto che c’erano alcune differenze rispetto alla versione classica, intanto le armate sono solo 5 anziché 6, alcune regole sono leggermente differenti, ma la cosa più importante è che gli obiettivi sono per totalmente differenti:

Nuove carte obiettivi

Gli obiettivi sono quelli dei tornei ovvero 16 combinazioni di stati differenti per ottenere sempre 86 confini da difendere. Che siano belli non v’è dubbio, ma sono un po’ nostalgico e mi mancano i più classici “distruggi l’armata verde” o “europa e oceania”. Quindi ho cercato i vecchi obiettivi ed ho realizzato un pdf da stampare e ritagliare per ottenere delle carte obiettivi vecchia maniera. Come si può notare dalla grafica “accattivante” di queste carte potete stamparle fronte-retro (suggerisco su cartoncino).

Chi volesse usare anche le vecchie regole può scaricare il manuale classico qui.

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