Guida alle creazioni del mondo
Oggi mi vado oltre la mia agnosticità e a causa di un film che ha stuzzicato la mia curiosità, prima di addormentarmi, mi pongo un quesito e mi rispondo:
Come descrivono la creazione del mondo le varie religioni?
Premesso che le religioni nel mondo sono innumerevoli, anche Qualsiasi credo ne abbia istituita una, prendo in esame solamente le principali religioni quali Cristianesimo, Ebraismo, Islamismo, Induismo ed, anche se non è considerata religione, il Buddismo. Veniamo al dunque, la creazione del mondo.

Cristianesimo ed Ebraismo vanno di pari passo e raccontano la creazione del mondo nel libro della Genesi all’interno della Bibbia. Il mondo da noi conosciuto viene creato da Dio in sette giorni, la durata dei quali è discutibile, secondo alcune teorie questi “giorni” sarebbero un lasso di tempo molto grande, talmente grande che i sette giorni della crazione non sono ancora conclusi. A partire dal 900 a.C. si è sviluppata una seconda teoria della creazione, secondo la quale Dio avrebbe impastato la terra per creare l’uomo e l’avrebbe messo in un’oasi nella quale sono racchiuse le cose belle della terra.
Per quanto riguarda l’Islamismo la creazione avviene allo stesso modo del Cristianesimo, ma il creatore in questo caso è Allah ed il mondo viene creato in sei giorni.
La teoria della creazione dell’Induismo è molto più colorata, il dio Krsna da vita al dio Visnu (famoso per Apu del jet-market) il quale se ne stà nell’oceano casuale, quando espira, dai pori della sua pelle, fuoriescono innumerevoli universi, quando inspira ritornano nel suo corpo. Il primo essere vivente creato in ogni universo si chiama Brahma ed ha il compito di creare ogni ambiente e vita dell’universo.
Infine per quanto riguarda il Buddismo si dice che: congetturare riguardo la creazione e la fine del mondo non è solo noioso, ma anche folle. E non ha nessun senso per la ricerca dell’illuminazione.
Visto che siamo in tema chiudo questo interessante capitolo del mio blog, con un articolo, di cui ignoro la provvenienza, ma che mi è stato segnalato da Celox e merita di essere citato:
L’APOSTASIA
Lo “sbattezzo”, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Esistono tuttavia delle differenze: l’apostasia, stando al Codice di diritto canonico, è «il ripudio totale della fede cristiana» (can. 751), e non ha bisogno di essere formalizzato; lo “sbattezzo”, invece, è proprio la formalizzazione, in ottemperanza alla legge italiana, dell’abbandono della Chiesa cattolica.
Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non si “sbattezza”, è da considerarsi un’apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso (lo stesso provvedimento comminato dal codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).
Spero che vi sia piaciuta la mia “guida alle creazioni del mondo”. Buona notte.










